16/10/2010

M.O., gara d’appalto per costruzioni a Gerusalemme Est. Proteste Anp

thumbnail_1220942[1].jpgSi allontana la speranza di una ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. La decisione del governo israeliano di indire una gara d’appalto per nuove costruzioni a Gerusalemme Est ha provocato dure reazioni da parte dell’Anp. Il governo del premier Benjamin Netanyahu ha approvato infatti una serie di bandi per costruire 240 nuove unità abitative ad est della Green Line. La lista comprende la realizzazione di 150 edifici nel quartiere di Ramot e altri 80 a Pisgat Ze’ev. Altri mille appartamenti saranno costruiti a Netanya, circa 480 a Ashdod e 450 a Tel Aviv. Il provvedimento fa seguito all’annuncio, dato nel marzo scorso, in concomitanza con la visita del vicepresidente americano Joe biden, di costruire oltre 1600 unità abitative, nonostante la moratoria sugli insediamenti. Moratoria che è scaduta a fine settembre e che il governo Netanyahu non ha per il momento ancora prorogato.


La settimana scorsa, il premier israeliano aveva lanciato una proposta di compromesso, che consisteva nel condizionare l’estensione della moratoria al riconoscimento da parte palestinese di Israele come Stato ebraico. Le reazioni dell’Autorità nazionale palestinese non si sono fatte attendere. “Il governo Netanyahu è determinato a ostacolare qualunque chance di riavviare i negoziati diretti - ha accusato il capo negoziatore Saeb Erekat -. Si tratta di un duro colpo agli sforzi americani di impedire il collasso del processo di pace. Israele – ha aggiunto Erekat – sta voltando le spalle alla decisione araba di dare agli americani un mese di tempo per trovare una soluzione”. La condizione per il ritorno al tavolo delle trattative è per i palestinese lo stop delle costruzioni di nuovi insediamenti in Cisgiordania.

Scrivi un commento