10/04/2011
Lega Araba a onu: No-fly zone su Gaza
La richiesta al termine di una riunione dedicata alla crisi nella Striscia
IL CAIRO - La Lega Araba chiedera' alle Nazioni Unite di imporre un no fly zone su Gaza per gli aerei israeliani. Lo hanno reso noto fonti dell'organismo panarabo al termine di una riunione dedicata alla crisi nella Striscia di Gaza.
MO: PROVE DI TREGUA MA ATTACCHI PROSEGUONO - Israele e Hamas sono impegnati, con l'aiuto delle Nazioni Unite, nel tentativo di mettere fine alle ostilita' che negli ultimi giorni hanno sconvolto la vita a Gaza e nel Neghev israeliano e che nella Striscia hanno provocato la uccisione di almeno 18 palestinesi e il ferimento di decine. Ma sul terreno anche oggi, da Gaza, sono stati lanciati a piu' riprese razzi e colpi di mortaio, che non hanno provocato vittime. Da Gaza un portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha affermato che le milizie palestinesi non sono interessate ad una escalation. ''Se Israele cessera' le aggressioni - ha affermato - in maniera naturale la calma tornera' ''. Da parte sua anche il ministro della difesa Ehud Barak ha assicurato che Israele non e' interessato ad estendere il conflitto e che se Hamas cessera' le ostilita', lo Stato ebraico fara' altrettanto. ''Ma se gli attacchi palestinesi contro civili o militari israeliani dovessero proseguire - ha avvertito il premier Benyamin Netanyahu - Israele colpira' Hamas in maniera ancora piu' dura''. Secondo Israele, la maggior parte dei palestinesi rimasti uccisi ''sono miliziani di Hamas o di altre organizzazioni terroristiche''. Nel pomeriggio la situazione a Gaza sara' discussa da Netanyahu con i ministri a lui piu' vicini. A Gaza anche Hamas ha convocato per oggi il proprio esecutivo. Secondo radio Gerusalemme, Hamas ha fatto sapere ad Israele di essere disposto a mettere fine agli attacchi in profondita' contro le citta' israeliane del Neghev, ma rivendica il diritto di continuare i lanci di mortai e di razzi a corta gittata e di proseguire le attivita' di guerriglia contro le pattuglie militari israeliane lungo le linee di demarcazione. In mattinata miliziani palestinesi hanno sparato a due riprese colpi di mortaio contro villaggi israeliani nel Neghev Occidentale (provocando seri danni alla rete elettrica locale) e hanno sparato alcuni razzi in direzione della citta' di Ashkelon. Un missile Grad e' stato intercettato con successo dal sistema di difesa denominato Cupola di ferro.
19:42 Scritto da: moncy77 in politica estera(Israele-Palestina) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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16/10/2010
M.O., gara d’appalto per costruzioni a Gerusalemme Est. Proteste Anp
Si allontana la speranza di una ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. La decisione del governo israeliano di indire una gara d’appalto per nuove costruzioni a Gerusalemme Est ha provocato dure reazioni da parte dell’Anp. Il governo del premier Benjamin Netanyahu ha approvato infatti una serie di bandi per costruire 240 nuove unità abitative ad est della Green Line. La lista comprende la realizzazione di 150 edifici nel quartiere di Ramot e altri 80 a Pisgat Ze’ev. Altri mille appartamenti saranno costruiti a Netanya, circa 480 a Ashdod e 450 a Tel Aviv. Il provvedimento fa seguito all’annuncio, dato nel marzo scorso, in concomitanza con la visita del vicepresidente americano Joe biden, di costruire oltre 1600 unità abitative, nonostante la moratoria sugli insediamenti. Moratoria che è scaduta a fine settembre e che il governo Netanyahu non ha per il momento ancora prorogato.
La settimana scorsa, il premier israeliano aveva lanciato una proposta di compromesso, che consisteva nel condizionare l’estensione della moratoria al riconoscimento da parte palestinese di Israele come Stato ebraico. Le reazioni dell’Autorità nazionale palestinese non si sono fatte attendere. “Il governo Netanyahu è determinato a ostacolare qualunque chance di riavviare i negoziati diretti - ha accusato il capo negoziatore Saeb Erekat -. Si tratta di un duro colpo agli sforzi americani di impedire il collasso del processo di pace. Israele – ha aggiunto Erekat – sta voltando le spalle alla decisione araba di dare agli americani un mese di tempo per trovare una soluzione”. La condizione per il ritorno al tavolo delle trattative è per i palestinese lo stop delle costruzioni di nuovi insediamenti in Cisgiordania.
16:04 Scritto da: moncy77 in politica estera(Israele-Palestina) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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16/09/2010
M.O., Clinton vede Abbas e conferma appoggio a blocco insediamenti
Hillary Clinton è determinata a scongiurare una nuova rottura delle trattative tra israeliani e palestinesi. Stamani, il segretario di Stato americano ha incontrato il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas, che anche ieri si è detto pronto ad abbandonare i negoziati se Israele non estenderà la moratoria degli insediamenti nella West Bank la cui scadenza è prevista per il 26 settembre. Il quotidiano arabo online edito a Londra Asharq al-Awsat riferisce che l’amministrazione Obama ha invitato il primo ministro israeliano israeliano Benjamin Netanyahu a bloccare le costruzioni per almeno altri tre mesi. L’ufficio del premier, tuttavia, non ha confermato la notizia limitandosi a dire: “Non commentiamo i contenuti del negoziato”. “La posizione di Israele è nota e non è mutata”, aggiunge però la nota, suggerendo che l’allestimento delle nuove case per coloni israeliani in Cisgiordania andrà avanti secondo i programmi.
Abbas ieri ha chiarito che se non sarà risolto il nodo degli insediamenti, sarà costretto ad abbandonare le trattative, anche per evitare una feroce contestazione interna. L’inviato Usa nella regione, George Mitchell, ha comunque manifestato ottimismo, definendo “seri e proficui” i colloqui tra le due parti avviati in questi giorni a Sharm el-Sheikh e proseguiti a Gerusalemme. In particolare, Mitchell ha citato la volontà da parte di Abbas e Netanyahu di non lasciare da parte i temi più scottanti, come le frontiere del futuro stato palestinese e le garanzie di sicurezza necessarie per consentire a Israele di accettarne la costituzione. Secondo l’ex senatore statunitense, questa è “una chiara indicazione che la pace è possibile e che i due leader intendono davvero concludere un accordo”.
14:13 Scritto da: moncy77 in politica estera(Israele-Palestina) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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